Il progetto Invouderm: capire il passato per tutelare il futuro del paesaggio
Una vecchia foto delle Langhe Liguri del 1886 (realizzata da un pronipote di Napoleone) ci fa riflettere sui mutamenti del paesaggio e su possibili strategie di gestione.
Il progetto Invouderm: capire il passato per tutelare il futuro del paesaggio
6 marzo 2025 Progetti
Di Alessio Mingoli
Quante volte ci siamo chiesti come fosse il paesaggio che ci circonda, secoli fa? Spesso, la memoria storica dei cambiamenti nel territorio è scarsa, e possiamo conoscere la sua evoluzione solo attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuto o dai documenti custoditi negli archivi storici. Tuttavia, in alcune occasioni, siamo fortunati a disporre di fotografie che ci permettono di osservare come il paesaggio si sia trasformato nel tempo.
Un esempio emblematico di questo tipo di documentazione è un documento fotografico conservato presso la Bibliothèque Nationale de France, che illustra un paesaggio rurale profondamente modificato nei decenni.
Siamo in Liguria, nel comune di Rocchetta Cairo, nelle Langhe liguri (Savona). La foto, scattata esattamente 140 anni fa, il 23 aprile 1886, è opera di Rolando Napoleone Bonaparte, proprio il pronipote dell’imperatore Napoleone, che, con l'ausilio di un banco ottico, immortala questo territorio. L'immagine racconta di un luogo che novant'anni prima fu teatro di una delle battaglie combattute tra il 1774 e il 1796, quando l'esercito di Napoleone, sotto la guida del prozio, affrontò gli austriaci e i piemontesi.
Oggi, questa fotografia ci offre uno spunto per riflettere su quanto il paesaggio sia cambiato (soprattutto per cause antropiche) nel corso degli anni.
Grazie a questa fotografia, possiamo osservare come il paesaggio sia profondamente mutato rispetto al 1886, evidenziando un interessante contrasto. Un tempo, la Piana di Rocchetta era dominata da campi coltivati, delimitati da numerosi filari di alberi, mentre oggi si presenta come un'area agricola quasi completamente priva di vegetazione arborea. Al contrario, le colline che un tempo erano caratterizzate da terrazzamenti per i vigneti e zone destinate al pascolo sono oggi ricoperte da una densa vegetazione boschiva.
Questi cambiamenti sono legati ai profondi mutamenti socio-economici verificatisi principalmente nel secondo dopoguerra. In pianura, l’agricoltura ha preso una piega più specializzata, con la conseguente perdita degli alberi che un tempo separavano i campi. In collina, invece, l’abbandono delle terre agricole ha lasciato spazio al recupero spontaneo del bosco. Un fenomeno che, in effetti, riguarda gran parte del nostro Paese, tanto che la superficie forestale italiana è raddoppiata dal XIX secolo a oggi. La gestione di questa nuova realtà boschiva diventa quindi essenziale per prevenire rischi legati all'abbandono, come incendi e dissesti idrogeologici.
E proprio per affrontare queste sfide nasce il progetto InVouderm, che punta a creare una rete di proprietari di terreni boschivi per promuovere una gestione sostenibile del territorio. L’obiettivo è non solo evitare i pericoli derivanti dall’abbandono delle terre, ma anche valorizzare i benefici ecologici ed economici che un’adeguata gestione forestale può portare, come la tutela della biodiversità e il supporto alle economie locali.
Dal risultato di questo lavoro è stato realizzato un video documentario disponibile su Youtube. Il progetto sottolinea, come afferma la giornalista Claudia Patrone nel video, che "la storia ci insegna a comprendere il presente e, soprattutto, a fare scelte per il futuro". Il video è stato realizzato in collaborazione con Emiliano Botta, dottore forestale attivo nel progetto, e sarà utilizzato come strumento educativo nelle scuole della zona. Il lavoro di sceneggiatura, riprese e montaggio è stato curato dalla Compagnia delle Foreste.
Il documentario ci ricorda che il paesaggio che vediamo oggi non è eterno, ma frutto delle scelte fatte in passato e delle decisioni che dovremo prendere ora per proteggerlo per le generazioni future.