InVouderm: pro e contro della sperimentazione sulla ceduazione estiva del castagno

Dalle Langhe liguri nuove possibili opportunità di gestione per i castagneti.

InVouderm: pro e contro della sperimentazione sulla ceduazione estiva del castagno

11 febbraio 2025 Attualità

Di Alessio Mingoli

Nel corso della storia, il castagno ha avuto un ruolo fondamentale nell’economia delle zone rurali del sud Europa.      
Tuttavia, nell’ultimo secolo, la diffusione di fitopatie e i cambiamenti socioeconomici hanno portato a una trasformazione nella gestione di questo tipo di formazione arborea: da frutteti a cedui e, in molti casi, a un progressivo abbandono. Questo cambiamento ha causato un aumento della biomassa nelle aree boschive, favorendo la competizione tra ceppaie e polloni e, di conseguenza, una maggiore mortalità.      
Inoltre, il ceduo abbandonato ha portato a problemi come il ribaltamento delle ceppaie, con gravi implicazioni per la stabilità dei pendii. L’innalzamento del rischio di incendi, aggravato dalla crisi climatica, ha reso ancora più critica la situazione.

In questo scenario il progetto InVouderm, con finanziamento MASAF del Sottopiano 3 del Piano Operativo Agricoltura – FSC 2014-2020, ha coinvolto diverse realtà tra cui l'Università di Torino, propondosi di intervenire tempestivamente per recuperare la gestione dei castagneti cedui in fase avanzata di abbandono nelle Langhe liguri, una area ricca di castagneti. Il progetto, che punta a promuovere l’associazionismo forestale, si concentra su due aspetti principali: la possibilità di ceduare anche durante l’estate (una pratica oggi vietata dalla normativa) e l’introduzione di una nuova pratica di matricinatura a gruppi, un’innovativa tecnica che mira a creare isole di biodiversità stabili.

Nel nuovo video di InVouderm prodotto da Compagnia delle Foreste e patrocinato dal PEFC Italia, Davide Vecchio (ricercatore dell'Università di Torino) ci guida attraverso la sperimentazione della ceduazione estiva dei castagneti, un tema cruciale per la gestione forestale adattativa. Oggi, in molte regioni italiane, i regolamenti forestali limitano il taglio dei cedui al periodo di riposo vegetativo, che va da metà settembre a maggio, a seconda dell’altitudine.          
Secondo i ricercatori, invece, nel contesto attuale, il castagno, con la sua eccezionale resilienza e capacità di ricaccio, potrebbe non necessitare di queste limitazioni stagionali. In collaborazione con InVouderm, i ricercatori hanno avviato uno studio per esplorare la possibilità di estendere il periodo di taglio a tutto l'anno, testando gli effetti su due cedui abbandonati in Piemonte e Liguria. L'analisi ha monitorato vari parametri, tra cui la mortalità delle ceppaie, la crescita dei ricacci e la loro sopravvivenza, per tre anni consecutivi.

I risultati preliminari indicano che la stagione di taglio non ha influenzato significativamente la mortalità delle ceppaie, confermando la robustezza del castagno. Inoltre, i ricacci delle aree tagliate in estate hanno mostrato una crescita vigorosa, quasi equiparabile a quelli delle altre stagioni, suggerendo che l'estensione del periodo di taglio non compromette la vitalità delle piante.
Tuttavia, come sottolinea Vecchio, la gestione estiva dei cedui potrebbe comportare delle criticità, come impatti sugli ecosistemi locali e sui processi riproduttivi della fauna. Inoltre, le difficoltà pratiche legate al lavoro in boschi più densi e alle temperature elevate durante l’estate sono emerse anche dai feedback degli operatori forestali, che pur riconoscendo i vantaggi di un’estensione della stagione di taglio, sollevano preoccupazioni operative e ambientali.           
Tutti da approfondire poi sono gli eventuali impatti sugli ecosistemi locali e sui processi riproduttivi della fauna.

In conclusione, la sperimentazione suggerisce che la gestione dei cedui di castagno potrebbe beneficiare di una maggiore flessibilità stagionale, ma sono necessari ulteriori approfondimenti per ottimizzare le pratiche e mitigare eventuali impatti negativi. Un passo importante verso una gestione forestale più adattata alle sfide contemporanee.

Legname di Guerra

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Referenti PEFC

Alessio Mingoli

Redazione Eco delle Foreste