Ricerca e innovazione al servizio della tracciabilità. WonderGene

Nasce a Trento nel 2018 dall’idea di due ambiziose biologhe un kit per analisi genetiche in campo “chiavi in mano” per garantire qualità e tracciabilità in tutti i settori, compreso quello del legno.

Ricerca e innovazione al servizio della tracciabilità. WonderGene

4 giugno 2021 Progetti

Di Luca Rossi  

Tutto parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza. E quindi oltre all’osservazione, servono anche le analisi genetiche”. Affermazioni esaustive e precise, come si addice ad una meticolosa donna di laboratorio, quelle di Ana Rodriguez-Prieto, co-fondatrice insieme a Laura Eccel di WonderGene, start-up innovativa nata a Trento nel 2018, in concerto con Bio4dreams Spa. L’obiettivo delle due biologhe è rendere le attività di analisi genetica fruibili anche per chi non è prettamente esperto del settore ma potrebbe trarne dei benefici in termini di qualità, tracciabilità, e controllo frodi. Il settore forestale e le sue varie filiere è uno di quei settori che se ne avvantaggerebbe, perché oltre alla specie si riuscirebbe a caratterizzare anche l'areale d'origine di precisi lotti di legname (ancora in fase di sviluppo), diventando uno strumento adatto anche ai controlli dell'EUTR.  
La proposta è un kit di laboratorio portatile, costituito da reagenti e attrezzature facilitate, utilizzabile in qualunque contesto e su qualunque substrato, capace di riconoscere frammenti nel genoma che sono univoci per ogni specie, delineando una vera e propria carta di identità genetica. Soluzioni simili sono presenti sul mercato già da diversi anni, ma un qualcosa che fosse completamente all-inclusive, come il kit di WonderGene, non esisteva ancora.      

Messo a punto nell’ambito di una ricerca scientifica in progetti di conservazione della biodiversità nei Paesi dell’Africa tropicale, questo strumento vede il suo ideale campo di applicazione nei sistemi produttivi, in particolare nel mondo agricolo, forestale e alimentare, a disposizione di aziende che vogliano evitare la contraffazione grazie all’identificazione puntuale e inequivocabile della specie, andando così a supplire alle carenze del riconoscimento morfologico.

A pagare il fio della contraffazione, soprattutto nelle filiere molto lunghe, sono per lo più le aziende medio-piccole, spesso sprovviste di un idoneo laboratorio per analisi genetiche accurate. Il kit di WonderGene andrebbe quindi a colmare questo gap proprio grazie alla sua portabilità, alla sua facilità di utilizzo, alle tempistiche rapide (poche ore), e al costo ammortizzabile in pochi anni, in quelle filiere in cui ci sono molti intermediari, e quindi molti rischi.            

Ancora in fase di sviluppo e di rodaggio, la versione beta del kit si sta rivolgendo a svariati interlocutori di molteplici settori, e anche l’ambito forestale, con le sue esigenze nel controllo del taglio illegale, del commercio illegale e non controllato, potrebbe trarne interessanti benefici.  
Dotato anche di un sistema di localizzazione GPS, il device di WonderGene potrà anche dialogare con i sistemi di tecnologia block chain, dove le informazioni genetiche, inserite come dato veritiero e reale, non potranno subire modificazioni e variazioni illecite, contribuendo ancora a dare garanzia di certificazione, a “informare secondo verità”. WonderGene rappresenta quindi uno strumento che potrebbe fornire informazioni sull'origine e legalità di specifici lotti legnosi, diventando uno strumento affidabile della certificazione di catena di custodia PEFC; perciò speriamo che l'idea imprenditoriale di Ana Rodriguez-Prieto e Laura Eccel diventi presto una realtà, diventando funzionale alla lotta all'illegalità che ancora pervade il settore forestale in tante parti del mondo.

Referenti PEFC

Luca Rossi

Redazione Eco delle Foreste