Strategia Forestale Europea 2030: il quadro normativo e il ruolo di PEFC Italia
Strategia Forestale UE 2030: 3 mld di alberi e 30% foreste protette. Tra RED II e EUDR, PEFC Italia supporta PMI con strumenti come il modulo DDS per tracciabilità e sostenibilità.
Strategia Forestale Europea 2030: il quadro normativo e il ruolo di PEFC Italia
2 aprile 2025 Attualità
Di Luca Rossi
La Strategia Forestale dell’UE per il 2030, adottata nel 2021 come parte integrante del Green Deal europeo, rappresenta il piano d’azione più ambizioso dell’Unione per proteggere, ripristinare e gestire in modo sostenibile gli ecosistemi forestali. Con l’obiettivo di conciliare la lotta alla crisi climatica, la tutela della biodiversità e lo sviluppo socioeconomico delle comunità rurali, la strategia fissa traguardi concreti: piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030, proteggere il 30% delle aree forestali europee (con priorità alle foreste primarie e vetuste) e garantire che tutte le foreste dell’UE siano gestite in modo sostenibile. Come riportato da Euractiv – network mediatico paneuropeo specializzato in politiche comunitarie – in un recente reportage, a quasi metà del percorso verso il 2030, la strategia mostra progressi ma deve affrontare sfide complesse, tra cui il dibattito tra chi chiede una protezione rigorosa degli ecosistemi e chi sostiene un approccio di gestione attiva per valorizzare il ruolo economico delle foreste.
Il contesto normativo: RED II e EUDR
Per tradurre gli obiettivi in azioni, l’UE si affida a strumenti legislativi come la Direttiva RED II (sulle energie rinnovabili) e il Regolamento EUDR (contro la deforestazione importata). La RED II, revisionata nel 2023, promuove l’uso di bioenergie da fonti rinnovabili, ma vincola gli operatori a criteri rigorosi di sostenibilità e legalità. A marzo 2024, la Commissione Europea ha riconosciuto ufficialmente lo standard PEFC come conforme ai requisiti RED II per le biomasse legnose (fonte PEFC Italia). Questo traguardo, descritto anche nel portale PEFC internazionale, consente alle aziende certificate di accedere più facilmente ai mercati regolamentati delle bioenergie, riducendo gli oneri amministrativi e garantendo trasparenza. A breve avverrà anche l’adeguamento di conformità alla RED III.
Parallelamente, il Regolamento EUDR, operativo dal giugno 2023, vieta l’immissione sul mercato UE di prodotti legati alla deforestazione, obbligando le aziende a dimostrare la “dovuta diligenza” e la tracciabilità geografica delle materie prime. Per supportare le imprese, PEFC Italia ha sviluppato strumenti specifici: a febbraio 2024 è stato pubblicato il modulo DDS PEFC-EUDR per la Catena di Custodia (CoC), uno schema operativo che aiuta le organizzazioni certificate a monitorare i rischi di deforestazione e a conformarsi agli obblighi di tracciabilità (dettagli qui). Inoltre, come annunciato in questo comunicato, entro l’estate 2025 verrà aggiornato lo standard di Gestione Forestale di Gruppo (GFS), con requisiti EUDR incorporati per facilitare l’adesione delle piccole proprietà e delle PMI, spesso in difficoltà con adempimenti complessi.
PEFC Italia: un ponte tra norme e mercato
Oltre agli strumenti tecnici, PEFC Italia svolge un ruolo chiave nella formazione e nel dialogo istituzionale. L’ente organizza webinar, redige linee guida e collabora con la Commissione UE per rendere le filiere forestali più etiche e competitive. “La certificazione non è un ostacolo, ma un facilitatore che trasforma i vincoli in opportunità”, afferma Antonio Brunori, Segretario Generale di PEFC Italia. Un approccio che risponde sia alle critiche delle ONG ambientaliste – che denunciano ritardi nella protezione delle foreste primarie – sia alle preoccupazioni degli operatori, preoccupati da un eccesso di burocrazia.
Verso il 2030: sfide e opportunità
Con il traguardo del 2030 in avvicinamento, la Strategia Forestale UE deve accelerare, bilanciando protezione degli ecosistemi e gestione attiva. PEFC Italia si conferma un attore indispensabile in questa transizione, offrendo alle imprese gli strumenti per navigare un quadro normativo in evoluzione e contribuendo a costruire filiere trasparenti, in linea con la visione di un’Europa climaticamente neutra e biodiversa.